FORMULA 1| GROSJEAN: "HO PROVATO 3 VOLTE AD USCIRE DALL'INFERNO, SONO RINATO"
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F1| GROSJEAN: “NEMMENO AD HOLLYWOOD, SONO RINATO”

Sono molte ormai le dichiarazioni del pilota francese a seguito dell’incidente, ma queste che abbiamo raccolto sono sicuramente le più incredibili:

“Ho avuto più paura per i miei cari che per me, è per loro ed è grazie a loro che sono riuscito ad uscire dall’abitacolo”.

“Ho visto le immagini in seguito, non si vedono nemmeno a Hollywood delle scene del genere, sto bene, a parte che mi ritrovo con le mani di Topolino, ma le ustioni sono superficiali, riesco a muovere tutte le dita. Mi sono reso conto subito della portata dell’incidente, non è stata la mia ora. Mi ricordo tutto dall’inizio alla fine, non ho perso conoscenza. Per uscire dall’abitacolo sono riuscito a slacciare le cinture, il volante invece era volato via credo al momento dell’impatto. Attorno a me ho iniziato a vedere solo il colore arancione delle fiamme e mi è venuto in mente l’incidente di Niki Lauda. Dovevo uscire di lì per i miei bambini”.

“Sono passati 28 secondi, ma a me sono sembrati molto di più. Anche perché ho provato tre volte ad uscire dall’abitacolo. Sono ovviamente fortunato di essere vivo dopo un incidente così. Ora vorrei riuscire a correre ad Abu Dhabi per salutare la F1 in maniera diversa ma anche per me stesso, per capire se sono ancora in grado di correre. Non l’avrei mai detto, ma sarei contento anche di tagliare il traguardo in ventesima posizione”.

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“Più che un miracolo si è trattato di un concorso di circostanze che sono andate tutte nella giusta direzione. Senza l’Halo di sicuro non sarei qui. Evidentemente Jules Bianchi non aveva voglia di vedermi lassù. Per me è come se fossi rinato domenica. L’incidente mi ha marchiato a vita“.

Sentire dire queste parole da un pilota di Formula 1, soprattutto se cita pure gli incidenti di Bianchi e Lauda, fa venire i brividi, non c’è molto da fare, bisogna solo ringraziare lo sviluppo tecnico delle monoposto, che rende ogni anno che passa le vetture più sicure.

Speriamo che quello di Jules sarà ricordato come l’ultimo incidente in Formula 1 che ha portato al decesso del pilota. L’unica cosa da fare per evitare ciò è continuare a migliorare la sicurezza, perchè non stiamo parlando di un gioco, dobbiamo incrociare le dita e sostenere questi piloti che sicuramente possiamo anche chiamare anche “eroi”.

Enrico
Sono un ragazzo di 18 anni appassionato di formula 1. Mi piace condividere ciò che penso di questo sport, ed e' il motivo per cui scrivo gli articoli