Damon Hill elogia Hamilton: “Come lui nessuno”

Certo non è la prima volta che sentiamo dei complimenti a Lewis Hamilton, dopotutto sei titoli mondiali non si vincono certo per puro caso o fortuna, ma questa volta il suo connazionale Damon Hill, vincitore lui stesso di un Campionato Piloti, lo ha davvero elogiato:

“Lewis è nato con un talento speciale e l’ha mostrato sin dal suo arrivo in Formula Uno – esordisce Damon Hill – Sembra quasi che lo sappia, ma nonostante questo sta ancora esplorando il tutto per ricavarne qualcosa. La sua qualità lo porta a fare la differenza, come dimostra il confronto con il compagno di squadra. Negli ultimi tempi però si è concentrato molto di più sulla gara. Sul giro secco può ancora fare bene, certo, ma è sull’arco di una corsa che risulta davvero di un altro pianeta”.

Ha poi continuato spiegando perchè secondo lui Lewis risulterebbe cosí superiore agli altri:

“Quando si parla di doti tecniche ci sono due questioni: capire che tipo di auto vuoi e poi essere capace di esprimerlo agli ingegneri. Oggi non è necessario conoscere come funziona una monoposto, ed essere troppo tecnici: Hamilton è in grado di spiegare, ma da quanto so non è così interessato a sapere tutto. Le vetture attuali sono complicate, ci sono così tanti modi per regolare altezza da terra, sospensioni, differenziale. Ora i tecnici vedono cosa rende l’auto più veloce e chiedono al pilota di guidarla di conseguenza. I migliori sono capaci di cambiare il loro stile di guida per ottenere il meglio dalla macchina, come Lewis”. 

Certo per non parlare poi del comportamento che ha Lewis in gara, che sappiamo essere davvero superiore agli altri, questo anche grazie a parecchi anni di esperienza in casa Mercedes:

“Ogni tanto tende a dimenticare cosa succede in gara e se lo fa spiegare dal muretto. Si concentra molto sulla guida: se gli dai un obiettivo da raggiungere lo fa. Gli serve collaborazione ma il team sa come usarlo in gara, e sa supportarlo. Lo trovo interessante: a volte, mentre corre, sembra sia su una nuvola, se non è in testa sembra un po’ perso. Ma se gli dai un obiettivo è un martello. Sono finiti i giorni in cui un pilota doveva prendere decisioni strategiche da solo, Ayrton Senna in questo aveva un sesto senso. Poi è arrivato Michael Schumacher e con la Benetton lavoravano molto più come squadra, al muretto, come fa ora la Mercedes”.

Filippo
Appassionato dei motori sin da prima che fossero inventati. Ho creato f1motogp.com perchè non sapevo come impegnare il tempo libero e ora che il gruppo si è ampliato continuiamo a pubblicare con costanza ed impegno. Accreditato giornalista in Formula E, F2 e F3 e presto, almeno si spera, anche in Formula 1; cosí da potervi portare contenuti ancora più interessanti!