IMOLA, ITALY - MAY 12: Alessandro Delbianco of Italy and Althea Mie Racing Team looks on on the gird during the Tissot Superpole race during the FIM Superbike World Championship - Race 2 at Autodromo Enzo e Dino Ferrari on May 12, 2019 in Imola, Italy. (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

SBK| Alessandro Delbianco: “Ai giovani consiglio di divertirsi”

Alessandro Delbianco, classe 1997. A soli 24 anni è riuscito a correre una stagione in SBK e ora lotta per un titolo nella SBK del CIV.
Abbiamo avuto l’occasione di poter parlare con lui e queste sono state le risposte date alla nostre domande.

Qual era il tuo idolo da bambino?
Valentino Rossi.
Avevo un mezzo fanatismo per Ben Spies, mi piaceva il fatto che fosse arrivato dall’America e che non se lo calcolavano in tanti, poi ha vinto il mondiale subito.

Avevo l’idolo di Valentino (Rossi, ndr) e la stima per Ben Spies.
Poi crescendo, quando ho iniziato a girare in Mini moto, ho iniziato a tifare i piloti più forti: quando era il momento di Stoner, che vinceva sempre tifavo lui, quando Marquez ha iniziato a portare tutta quella cattiveria in pista ho iniziato a tifare Marc.
Diciamo che adesso tifo chi vince, perché ho il piacere di vedere uno che va forte.

Come hai vissuto il ritiro di Valentino Rossi?
Per quelli come me che l’hanno visto vincere 9 titoli mondiali è un peccato vederlo nelle posizioni di fondo griglia. Talento incredibile e ancora ad oggi prende 1 secondo dal primo, magari anche meno. Si è ritirato come se fosse lento ma in realtà è estremamente veloce. Sicuramente non è più veloce come un tempo ma si è ritirato da ancora molto forte.

Nel 2014 è uscito il programma “Motorhome – piloti di famiglia”, come hai ritenuto questa esperienza?
Una cosa che non si sapeva prima è che io non dovevo fare il programma, c’era un altro pilota.
Lui era stato il candidato per fare questo programma perché io, in quel momento, non correvo in moto, erano anni che andavo solamente a vedere le gare.
Durante un test dell’italiano c’era questo provino di MTV, il programma era già fatto e stava partendo.

Io invece quel giorno sono andato a provare con degli amici, mi hanno visto e mi hanno chiesto se correvo perché mi volevano nel cast ma io non correvo. Allora loro mi hanno proposto di trovarmi un team e del budget per correre.
E io gli ho detto: “ Guarda mi piacerebbe farlo in ogni caso, figurati se voi mi date la possibilità di fare un anno in moto” Quindi, grazie a quel programma, nonostante gli alti e i bassi della stagione, sono tornato a fare il pilota e ora se sono qua è anche grazie a loro.

Al programma hanno partecipato anche altri piloti, in che rapporti sei rimasto con loro?
Io sono in contatto con tutti, nel senso che facendo ancora parte di questo mondo e grazie ai social riesco a rimanere in rapporti con tutti. Tra le altre cose, nella prima quarantena, abbiamo fatto una reunion organizzata da un’altra persona ed è stato bello rivederli.
Con Cecilia (Masoni, ndr) mi sento spesso, con Bezzecchi e qualcun altro un pochino meno però comunque ci vediamo in giro ed è sempre un piacere rivederli.

Qual è il circuito più bello su cui hai corso e perché?
Laguna seca, è un sogno che avevo sin da bambino.
L’atmosfera, prendere l’aereo e andare in America, atterrare in California. Il circuito è devastante, il cavatappi lo vedevo sempre da bambino. Quando vai a fare quelle gare il clima è diverso, è un insieme di cose che la rendono una gara speciale.

Nel 2019 hai esordito in SBK, come sono stati i primi giri in Australia?
Ho fatto una stagione al mondiale SBK e, purtroppo l’ho fatta nel momento più sbagliato per me perché era troppo presto, quando devi sempre faticare per correre sei costretto a fare dei contratti o andare in situazioni dove un altro non andrebbe. L’ho fatto volentieri però col senno di poi mi rendo conto che non è stata gestita al meglio quella situazione, probabilmente per la fretta, ero da solo con mio zio, non avevo un manager quindi ho fatto una scelta sbagliata che ancora sto pagando.
I primi giri sono stati un trauma, nel senso che erano 6 mesi che non andavo in moto quindi risalirci, per di più su un 1000 che guidavo da solo un anno, è stato impegnativo per me.

Saresti pronto per tornare definitivamente in SBK?
Non vedo l’ora! Io sto lavorando per quello, mi piacerebbe ritornarci, magari l’anno prossimo, con una mentalità diversa, con una moto diversa e fare le cose fatte meglio.

SBK, F1, MotoGP hanno visto 3 nuovi campioni. Pensi che i giovani, l’anno prossimo, si confermeranno un’altra volta?
Ti direi di sì, perché obiettivamente parlando non ha la moto migliore di tutti (Fabio Quartararo, ndr) però a lui si addice molto, al contrario un altro che secondo me, col tempo, diventerà un futuro campione è Jorge Martin ma magari deve fare ancora un po’ di esperienza.
Toprak è un altro che è inverosimilmente forte e mi piacerebbe vederlo in MotoGP.
Verstappen è un altro campione.
Chi vince è un campione ed è pronto per replicarsi.

Tanti sono gli italiani sulla griglia di partenza della MotoGP 2022, c’è qualcuno che vedi come favorito al titolo?
Bagnaia è scontato e nell’ultima parte di stagione ha fatto dei numeri da pluricampione. A parte lui, vedo Morbidelli perché è uno dei talenti più grandi che abbiamo sicuramente in Italia e nel mondo ma ha qualche problema al ginocchio quindi gli auguro di averlo risolto. Anche gli altri sono tutti molto forti, il punto è che al mondiale MotoGP non basta essere fortissimo o aver vinto un titolo mondiale come Bastianini, ma devi avere ancora qualcosa in più. Sicuramente faranno altri podi, ma per il titolo vedo Quartararo e Bagnaia.

Cosa ne pensi del giovane Pedro Acosta?
É un pilota che ha tutta la mia stima, un campione incredibile. É il futuro.
Non ci sono molte parole da dire quando uno vince il titolo all’esordio.

Sportivamente parlando il 2021 è stato un anno terribile dopo le morti di tre giovani ragazzi. Pensi che i campionati minori debbano avere regole più severe? Se si, quali?
É un argomento dove si fa “fatica” a parlarne perché ognuno dice la sua.
Non è un problema solo delle categorie minori perché ci sono degli incidenti che non si possono evitare con le moto, quello che però si deve sicuramente fare è dare più esperienza ai giovani. Nel senso che purtroppo nel 2021 i soldi valgono ancora troppo quindi pagando tutti possono fare il mondiale. Secondo me non bisogna dare l’opportunità a chi ha i soldi ma non l’esperienza di correre un mondiale, bisognerebbe fare una sorta di patentino a risultati/premi e chi merita và a fare il mondiale, chiaro che se hai i soldi ben per te, se meriti e non hai soldi fai la gavetta.

Qual è la cosa che ti spinge a praticare uno sport ritenuto molto pericoloso?
Per me personalmente è la passione, se un domani non dovessi più correre in SBK o fare questo di mestiere, correrei lo stesso perché mi piace. Perché mi sveglio al mattino e penso a girare, vado a dormire la sera e penso a cosa devo fare e quindi per me è una passione spudorata, io in ogni caso continuerei a farlo per passione. É normale che al tempo stesso è un lavoro quindi te sai che a fine mese ci devi arrivare, sai che devi allenarti, devi correre, devi fare i test.
Quindi ci sono vari motivi: il primo è la passione pura per la moto.

Quale consiglio daresti ai giovani che vogliono approcciare al mondo dei motori?
L’unico consiglio che potrei dare è quello di divertirsi e non avere malizia in niente, non pensare che devono arrivare in MotoGP e non al sogno di farlo come lavoro. Se uno vuole farlo lo devo fare per il gusto di farlo non per i soldi. Il secondo fine deve essere di vincere e diventare Valentino Rossi non di diventare ricco.

L’anno prossimo correrai con Aprilia nella SBK italiana, qual è il tuo obiettivo?
Lo stesso di quest’anno però un po’ meglio. Nel senso che quest’anno è andata molto bene, ho fatto secondo con un team “privato” ma era un super team.
Il prossimo anno mi piacerebbe avere qualcosa in più di quest’anno, metterci qualcosa in più io e magari cercare di fare qualcosa in più tipo vincere delle gare oppure provare un titolo.

Qual è stato l’avversario più difficile da battere quest’anno?
É l’unico: Pirro. Ho fatto otto volte secondo, vuol dire che a parte lui con gli altri sono riuscito a cavarmela. Con Pirro è stata veramente impossibile perché non ce l’ho ancora mai fatta. Michele è fortissimo, quando scrivono di lui ne parlano solo come un collaudatore e lo sottovalutano ma è fortissimo.

Dove ti vedi tra cinque anni?
Tra cinque anni vorrei essere riuscito a sistemare delle cose per cui lotto: la casa, lo stipendio, la macchina.
Vorrei dare un po’ di tranquillità alla mia vita perché la vita da pilota è una vita da artista quindi non bisogna perdere il focus sull’obiettivo che è quello di vincere però, dall’altra parte, non bisogna trascurare la vita quotidiana.

Cambieresti qualcosa del tuo passato?
Più di una cosa, tantissime. Cambierei un sacco di cose: come ho gestito alcune opportunità che ho avuto, ce ne sarebbero talmente tante che da una parte cambierei tutto dall’altra niente, perché quest’anno sono vice campione italiano in SBK, mi sto giocando l’entrata nel mondiale SBK e quindi senza queste esperienze non sarei qui.