Schumacher: piccoli passi e grandi obiettivi

Che il sette volte Campione del Mondo fosse stato amaramente beffato già lo sapevamo, e proprio ieri sono trascorsi i famigerati sei anni dal tragico incidente che ha reso famoso il giorno 29 dicembre. Lungo questi sei anni sono state davvero pochissime le informazioni trapelate circa lo stato di salute del Kaiser viste le volontà della famiglia. Tuttavia è di pochi giorni fa una dichiarazione della moglie del tedesco: “molte piccole particelle possono formare un grande mosaico”. Ma come valutare queste parole? Facciamoci aiutare da un’esperto: il dottor Nicola Acciarri

“Queste parole le valuto in modo molto cauto, perché nessuno ha prove di quello che viene detto pubblicamente e, tra l’altro, viene riportato pochissimo. È difficile capire da quale base clinica si parta. È chiaro che, immaginando la situazione del campione a sei anni dal trauma, dobbiamo immaginare una persona molto diversa da quella che ci ricordiamo sulle piste, con uno stato che è stato sicuramente agevolato dalle cure intensive che ha avuto, ma che riguarda sempre un lungodegente, non solo a letto, ma con un quadro organico, muscolare e scheletrico molto cambiato e deteriorato. Il tutto come conseguenza del trauma cerebrale che aveva subito”.

Ma quindi è meglio credere in un miglioramento delle condizioni di sopravvivenza che in una miracolosa ripresa?

“Direi di sì, perché le condizioni di Michael richiedono attenzioni a 360 gradi che non riguardano solo gli esiti del trauma cerebrale. Schumi avrà delle persone che cercheranno di interagire con lui per tenerlo in attivazione, ma avrà anche un team di fisioterapisti atti a muoverlo e a scongiurare gli effetti della lungodegenza. Mi riferisco ad atrofia muscolare, alterazione dei tendini, osteoporosi e alterazioni anche organiche in una situazione molto, molto delicata che in persone meno fortunate dal punto di vista economico si traducono spesso nella fine precoce perché possono insorgere conseguenze irreversibili”.

(intervista tenuta da Motorsport.com)

Filippo
Appassionato dei motori sin da prima che fossero inventati. Ho creato f1motogp.com perchè non sapevo come impegnare il tempo libero e ora che il gruppo si è ampliato continuiamo a pubblicare con costanza ed impegno. Accreditato giornalista in Formula E, F2 e F3 e presto, almeno si spera, anche in Formula 1; cosí da potervi portare contenuti ancora più interessanti!